OMAR DIDIBA GUEYE, IL TOP MODEL PORTABANDIERA DELLA MULTICULTURALITA’

Di sicuro lo avete già visto sfogliando riviste di moda o sui cartelli pubblicitari della vostra città: è il volto delle campagne dei più noti brand di moda italiana che non passa inosservato. Stiamo parlando del top model italo-camerunense Omar Didiba Gueye, 22 anni, che con entusiasmo ha accettato di raccontarsi a W ALL WOMEN MAGAZINE, in un’intervista esclusiva. Omar è nato e cresciuto a Parma, in una famiglia multiculturale, da madre italiana e padre di origini camerunensi. Nel suo percorso formativo ha frequentato un’importante scuola europea che lo ha immerso in un ambiente ad alto livello intellettuale e sociale, contribuendo all’ulteriore ampliamento del suo punto di vista sul mondo e sulle possibilità che la vita può offrirti. Questa mentalità gli ha permesso di intraprendere la sua carriera da modello all’età di 17 anni. Tramite l’incontro fortunato con il talent scout Rez (Rez Model Scout) ancora oggi il suo agente, è nata una collaborazione che lo ha lanciato verso una carriera di successi, iniziata con non poche difficoltà visti i suoi impegni scolastici. Nonostante un’agenda piuttosto fitta, Omar trova il tempo di dedicarsi ai suoi interessi: viaggia spesso, legge libri attinenti alla crescita personale e finanziaria, pratica sport e da appassionato di film va frequentemente al cinema, oltre a trovare sempre un momento per divertirsi con gli amici.

Omar per Liu Jo. Foto Credit © Byron Mollinedo

Omar, ti abbiamo visto sfilare su molte passerelle. Come sei entrato nel mondo della moda?

Mi piace pensare che sono entrato nel mondo della moda perché era da ormai un anno che sognavo di diventare un modello, dopo aver visto su Youtube un video di Jay Alvarrez, risalente al 2015. Così iniziai ad informarmi per vedere come poter fare per entrare nel mondo della moda. Da autodidatta riuscii a trovare l’opportunità di fare qualche esperienza come modello a Parma, mia città d’origine. Poi attraverso i social iniziarono a scrivermi diverse agenzie da posti che non mi sarei mai aspettato, per esempio la Lettonia. Allora non sapevo che queste persone fossero dei talent scout. Tuttavia la mia decisione la presi quando incontrai Rez! Un incontro davvero provvidenziale, oserei dire per entrambi. Lui Talent Scout che sognava di aprire un’agenzia, io un ragazzo giovane ma con una grande ambizione. Così iniziò la nostra collaborazione, da allora siamo molto legati perché entrambi abbiamo creduto nel sogno dell’altro, io come suo primo modello, lui come mio primo agente. La mia avventura iniziò così: mi presentò alla Crew Model Management, una delle agenzie migliori di Milano, che a distanza di qualche settimana, compiuti i miei 17 anni mi fece fare un casting per Dolce&Gabbana e mi presero per la loro sfilata. Un sogno/obiettivo diventato realtà: prima sfilata per D&G alla scala di Milano.

Per quali brand sfili e lavori? Con quali ti senti te stesso? Fuori dalle passerelle qual è il tuo look preferito?

Ho sfilato e lavorato per svariati brand, a partire da D&G che sono stati i primi a credere in me. In seguito ho lavorato con brand di diverse tipologie per esempio luxury, streetwear, casual, sportivi sia a livello nazionale che mondiale come Missoni, Versace, Giorgio Armani, Ferragamo, Adidas, Etro, Tom Ford, Top Man. In passerella, solitamente, mi trovo vestito in abiti eleganti oppure casual. Fuori da questo ambiente, quotidianamente mi vesto in maniera casual. Poiché viaggio molto e mi reputo un avventuriero, mi trovo bene con vestiti con cui posso correre!!

Omar in versione sportiva

Cosa ti sta dando questa esperienza?

Questa esperienza mi sta formando come persona, mi insegna a vivere fuori dalla mia zona di comfort. Grazie a questa cosa, ho imparato il valore delle scelte: ogni scelta che facciamo ci conduce in un sentiero tutto suo, con infinite possibilità e differenti scenari. La cosa importante è fare il primo passo senza procrastinare o avere paura di che cosa potrebbe venire dopo, anche perché la crescita più grande si presenta al di là della paura. Che sia fare nuove conoscenze, viaggiare in un posto nuovo, essere soli con se stessi e superare delle difficoltà, imparare cose nuove, trovare nuovi hobby. Siamo qua per sperimentare la vita, in un costante viaggio di meraviglia e di stupore, un insieme di emozioni positive ma anche negative. Tuttavia non dovremmo deprimerci o demoralizzarci quando le cose non vanno come vorremmo, ma dovremmo osservare e lasciare scorrere. Tante volte mi è capitato di perdere un lavoro che  desideravo da tanto, oppure di sentirmi giù per una situazione negativa che mi è successa, ma bisogna accettare che gli alti e bassi siano perfettamente normali e facciano parte della vita. Inoltre, ogni volta che si chiude una porta, restiamo in allerta, perché presto si aprirà un portone.

Nella tua esperienza di modello hai dovuto fare i conti con qualche discriminazione o incidente spiacevole?

Stranamente no. Dico così perché si sente spesso parlare male del mondo della moda. Nonostante ciò, personalmente non mi è mai capitato alcun evento discriminatorio oppure spiacevole. Credo che sia più facile subire pregiudizi nei luoghi più comuni, in quegli ambienti dove devi andare per svolgere commissioni quotidiane, forse perché manca quella multiculturalità che, invece, nel mondo della moda è sempre più inclusivo, ma questo è un altro discorso…

Omar

L’Officiel Usa ti considera “uno dei cinque Top da tenere d’occhio”. Qual è stata la tua reazione?

Sono rimasto sbalordito e senza parole, totalmente meravigliato! Dopo questa notizia mi sono ripromesso che avrei fatto del mio meglio in tutto e per tutto per mantenere vive le aspettative, a livello di quantità e qualità, come modello.

Lo scorso settembre a Milano ha avuto grande successo l’Afro Fashion Week. Secondo te in Italia il mondo della Moda e dell’Arte in generale sono abbastanza inclusivi delle diversità?

Sono stato molto contento di vedere che l’Afro Fashion Week abbia avuto un tale successo, inoltre è stato un onore per me esserne coinvolto. Sto notando che negli ultimi anni in Italia, il mondo della moda e dell’arte in generale riescono a coinvolgere sempre più appassionati e si apre alla conoscenza di nuove persone. Questo penso sia un buon segno, un riflesso di quello che più avanti, spero, possa essere un mondo più inclusivo per le differenti culture, tradizioni e innovazioni che ogni Paese, ogni persona può portare, contribuendo così alla crescita collettiva, senza discriminazioni.

Omar per Etro. Foto Credit © Cameramoda

E nella narrazione dei media, secondo te c’è inclusione delle diversità oppure qualcosa va cambiato?

Parto dal presupposto che i giovani d’oggi, per lo meno quelli che conosco io, difficilmente traggono le loro informazioni al di fuori dei social media. Questo, a mio avviso, comporta un aspetto positivo e uno negativo. Quello positivo è che noi possiamo scegliere a chi affidarci per ricevere le informazioni. D’altra parte, l’aspetto negativo di questa cosa è che difficilmente riusciamo a scegliere una fonte autorevole, trovandoci, invece, di fronte a notizie false. Per non tralasciare il fatto che i social media ti propongono in base ai loro algoritmi argomenti che ti possano interessare, senza però filtrare le veridicità della fonte. Inoltre, questo fa sì che la persona si riduca ad un solo punto di vista, se, diversamente, non cercherà altre realtà/pensieri con cui confrontarsi. Questo crea generalmente due opposti, per esempio le persone favorevoli all’inclusività e quelle totalmente contrarie ad essa. Rispondendo alla domanda, dalla mia visione delle cose l’inclusività c’è, però per una persona che ha interessi differenti dai miei non saprei dirlo. Evidentemente no, perché sento sempre di più che c’è odio ed ignoranza verso ciò che differisce dal nostro luogo comune di pensare, ma questo si può cambiare facendo lo sforzo di aprirsi verso una realtà differente dalla nostra e cercare di vedere l’altra parte per quello che è, la sua storia, e solo così potrai farti una tua opinione.

In Italia decine di migliaia di bambini che siedono sui banchi di scuola sono in attesa della cittadinanza. Secondo te quanto è importante e urgente l’adozione di una legge di cittadinanza?

Questi bambini sono parte integrante della nostra società e si sono formati nelle nostre scuole. La riforma è necessaria per evitare discriminazione contro questi minorenni che sono legittimamente parte della società italiana. Diversamente alla maggiore età perderanno molte opportunità di studio in Italia ed Europa, saranno costretti solo a lavorare per raggiungere il reddito richiesto come requisito per ottenere la cittadinanza italiana. La riforma coinvolgerebbe circa 800.000 bambini e ragazzi, ossia poco più dell’1% quindi non c’è alcun il rischio di alterare l’equilibrio etnico e religioso degli italiani favorendo la perdita della cultura italiana, al contrario. La storia e la cultura italiana sono da sempre caratterizzate da una continua influenza di altre culture che hanno portato sviluppo e arricchimento culturale nel nostro Paese.

Omar

A cosa stai lavorando e quali sono i traguardi, progetti e sogni da raggiungere/realizzare nel 2022?

Per il prossimo anno il mio obiettivo principale è quello di accrescere ulteriormente la mia carriera da modello, visitando luoghi nuovi e facendo nuovi incontri. Inoltre andare avanti con l’università: sono al secondo anno di filosofia quindi per la fine del prossimo anno dovrei essere più vicino alla laurea. Infine non escludo un possibile percorso nuovo, la recitazione.

Di Véronique Viriglio

Immagine di copertina: Omar per Dolce&Gabbana. Foto Credit ©Morelli Brothers