IN RICORDO DI AGITU

Un anno fa, il 29 dicembre 2020, nel Trentino, Agitu Ideo Gudeta, Agi per gli amici, rimaneva vittima dell’ennesimo femminicidio.

Una fine crudele e ingiusta, per una donna che ha lottato con coraggio contro il Land Grabbing nel suo paese natale, l’Etiopia, e che per questo è dovuta fuggire in Italia, tornando a Trento, dove si era laureata in sociologia. Animata da forza, umiltà, determinazione, Agitu ha saputo costruire dal nulla un esempio di allevamento sostenibile di capre, nel rispetto assoluto della natura e degli animali, proteggendo una razza in via di estinzione (la capra pezzata mòchena) e producendo un formaggio di qualità a chilometro zero. 

La sua pratica così fuori dal comune e così preziosa è stata di esempio anche a tante altre donne, pastore come lei, in un mondo tradizionalmente maschile. La sua casa, che era anche bottega e caseificio, si stava allargando: Agitu progettava infatti di creare anche una sorta di agriturismo, con stanze dove dormire e poter soggiornare per scoprire la Valle dei Mòcheni e anche un modo diverso di fare agricoltura e allevamento e produrre formaggio. Un luogo di vacanza ma anche di condivisione dei saperi, delle memorie, delle esperienze.

Oggi, ad un anno della sua tragica scomparsa, W ALL WOMEN MAGAZINE ricorda la figura di Agitu, le sue battaglie, i suoi progetti, fonte di ispirazione e modello da portare avanti, con una bellissima poesia a firma di una sua amica e sostenitrice, Maria Coletti.

Maria Coletti, la figlia e Agitu

Agitu e le capre

L’Etiopia, il suo paese, era un grande giardino

E lei lo ha lasciato per venire in Trentino.

I contadini aveva difeso, della sua madre terra,

Ma le multinazionali l’han fermata,

L’ha fermata la guerra.

Allevare le capre è stato un amore,

Un lavoro sudato e curato col cuore.

Nel nostro cuore le tue capre felici

Nel nostro cuore i tuoi sorrisi, gli amici

E nella mente resta il tuo impegno

Per un mondo più libero e degno.

Il lavoro era tanto, ma tu emanavi rispetto

A braccia aperte accoglievi, davanti ad un piatto.

Un’idea grande la tua: difendere capre e natura

E insieme creare una rete fatta di solidarietà e cultura.

Un gesto violento ha fermato il tuo cammino

E non so quanto daremmo per averti ora vicino.

Ancora e ancora un altro femminicidio:

Il potere dell’uomo e il suo predominio.

Ma noi ti ricorderemo per sempre com’eri,

Libera di andare e creare tra boschi e sentieri.

Che il tuo esempio non sia invano,

Ma resti per sempre scolpito in ogni essere umano.

Nel nostro cuore le tue capre felici

Nel nostro cuore i tuoi sorrisi, gli amici

E nella mente resta il tuo impegno

Per un mondo più libero e degno.

(1 gennaio 2021, per Agitu Ideo Gudeta, che avrebbe compiuto 43 anni)

Photo Credit: © Maria Coletti – pagine Facebook e You Tube Caterina Amicucci  

Di Maria Coletti

*Dottore di ricerca in cinema all’Università Roma Tre. Lavora alla Cineteca nazionale del Centro sperimentale di Cinematografia. Ha pubblicato alcune monografie e numerosi saggi e articoli, occupandosi delle cinematografie africane, di cinema coloniale italiano, di cinema delle donne e di cinema di migrazione. Ha fondato e co-diretto il Festival Panafricano, le mille Afriche del cinema a Roma e il portale Cinemafrica. Africa e diaspore nel cinema. Dal 2012 è attiva nell’Associazione Pisacane 0-99, associazione dei genitori della Scuola Carlo Pisacane di Roma.

Per saperne di più: https://www.allwomenmagazine.com/agitu-dalletiopia-al-trentino-un-progetto-da-portare-avanti/