I TESORI NASCOSTI DELLA BIRMANIA

YANGOON SHWEDAGON

Un Paese dalla storia travagliata che nel corso dei millenni ha visto predominare diverse etnie e regni in lotta fra loro, compreso il colonialismo britannico. In tempi recenti si era avviato verso orizzonti più democratici che hanno portato alla sospensione delle sanzioni economiche internazionali e all’apertura verso il mondo esterno e il turismo internazionale. Purtroppo nelle scorse settimane si è verificato l’ennesimo golpe attuato dalla giunta militare, condannato dalla comunità internazionale, preoccupata anche per la detenzione  dell’iconica leader democratica birmana e premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, recentemente destituita nonostante la rielezione lo scorso novembre. 

Il Myanmar, rispetto ad altri Paesi del continente, è un angolo di Asia ancora marginalmente occidentalizzato, quindi preserva il suo animo più autentico e le sue tradizioni millenarie. Si estende dal Tibet fino al mare delle Andamane, il suo territorio presenta una straordinaria biodiversità e una fauna a rischio estinzione, talvolta sconosciuta persino alla scienza nelle zone più inaccessibili del paese. Il Myanmar non è il Paese asiatico più facile da visitare, ma è una terra di straordinaria bellezza, popolata da gente molto cordiale e aperta.

La popolazione, appartenente a 135 gruppi etnici, è per circa tre quarti contadina, per cui nelle campagne la vita ruota intorno ai cicli della terra. Il buddismo è la religione predominante, la costituzione garantisce la libertà di culto, ma al Buddhismo è riservato uno status particolare. Non è raro che si verifichino tensioni fra gruppi appartenenti a religioni diverse, come ad esempio i Rohingya, musulmani, vittime di gravi e diffuse violazioni dei diritti umani e discriminazioni, un genocidio per l’Onu. Per secoli le arti birmane godettero del patrocinio delle corti reali attraverso la costruzione di importanti edifici di culto. Nel Paese si possono vedere molti esempi di arte tradizionale, soprattutto nei numerosi templi disseminati nelle città e nelle zone rurali.

(1) BAGAN – Marco Polo lo definí uno dei luoghi piú belli al mondo. La zona archeologica di Bagan, capitale dell’antico impero birmano, è una distesa infinita che ospita oltre 3000 pagode e stupa, molti risalenti al XII secolo. I templi più alti e maestosi sono costruiti in mattoni, decorati all’interno con bellissimi affreschi, immagini indú e buddhiste e sono sormontati da pinnacoli dorati, con scalette nascoste che salgono fino alla sommità da cui si gode di vedute spettacolari sulla pianura circostante, soprattutto al tramonto. Un luogo affascinante e misterioso, attraversato da piccoli sentieri percorribili in bicicletta che collegano questi templi fra loro, evocando sensazioni uniche.

(2) LAGO INLE – Lungo le sue sponde ci sono villaggi su palafitte e orti galleggianti della tribù degli Intha dove i contadini coltivano frutta e verdura su lunghi tralicci di legno sostenuti da tappeti galleggianti di vegetazione. La mattina e nel pomeriggio i contadini pagaiano su e giù tra i filari per curare i raccolti. La barca è il principale mezzo di trasporto, la maggior parte degli abitanti utilizza tradizionali barche a fondo piatto spinte da un unico remo di legno. I pescatori governano la barca rimanendo in equilibrio su una gamba e remando con l’altra, con un movimento che ricorda quello dei serpenti, mentre calano le loro tradizionali reti a imbuto.
(3) IL CHEROOT (seboleik) – Tradizionale sigaro birmano, è fatto interamente di ingredienti naturali. E’ una foglia di tabacco arrotolata con all’interno foglie di tabacco spezzettate e insaporite da una miscela di banana e ananas essiccata, anice stellato, zucchero di canna, tamarindo, miele e vino di riso.

(4) LA SHWE TAIN PAGODA (la collina dei mille stupa) – E’ un complesso di pagode e stupa situato in una zona montuosa nei pressi del Lago Inle. Alcune sono ben conservate, altre sono ricoperte dalla vegetazione e dal muschio, lasciate in rovina a causa degli alti costi necessari alla loro ristrutturazione.

(5) IL THANAKA – E’ una crema cosmetica ottenuta dalla corteccia di alcuni alberi, tipica della Birmania. Le donne, ed occasionalmente anche gli uomini, la applicano sul viso e sulle braccia per rinfrescare, profumare e purificare la pelle, riparandola inoltre dai raggi solari.

(6) ALBA SUL FIUME AYEYARWADY – Attraversa il Paese da Nord a Sud prima di sfociare nel Mare delle Andamane. Una lenta navigazione di 13 ore a bordo di un vecchio traghetto di fabbricazione giapponese mi ha condotto da Mandalay a Bagan. Un viaggio affascinante a contatto con la gente del posto, con fermate continue presso i villaggi che si affacciano sulle sponde del fiume per caricare e scaricare persone e merci di ogni genere, mentre gruppi di venditori ambulanti cercavano di approfittare della breve sosta per intrufolarsi a bordo cercando di vendere spiedini di pesce, noodles, curry, frutta etc.

(7) YANGOON – La maestosa Shwedagon pagoda è costruita sulla cima di una collina che sovrasta la città e con la sua cupola dorata svetta a un’altezza di 98 metri dalla base. L’ enorme diamante incastonato nella punta della guglia lancia un fascio di luce che colora l’intera piattaforma del tempio. È il luogo di culto buddista più sacro del Paese, quello che ogni buddista del Myanmar spera di poter vedere con i propri occhi almeno una volta nella vita.

(8) GIOVANE MONACO BUDDHISTA – La cultura della Birmania è talmente impregnata di buddhismo da essere spesso considerata un suo stesso sinonimo, il 90% circa dei birmani è buddhista. Ogni famiglia buddhista birmana possiede un altare o piccolo santuario in onore del Buddha. I monaci buddhisti in Birmania sono circa mezzo milione, la religione ha dato importanti contributi allo sviluppo della politica del paese, i monaci assieme agli studenti sono stati in prima linea nella lotta per l’indipendenza e più tardi per la democrazia dopo decenni di dittatura militare che ha isolato il Paese dal resto del mondo.

(9) AUNG SAN SUU KYI – Ex consigliere di stato della Birmania, ex ministro degli Affari esteri e ex ministro dell’ufficio del presidente, attiva per molti anni nella difesa dei diritti umani sulla scena nazionale del suo paese oppresso da una rigida dittatura militare, si impose come capo del movimento di opposizione, tanto da essere insignita del Premio Nobel per la pace nel 1991. Fortemente influenzata dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi e dai concetti buddhisti, Aung San Suu Kyi entrò in politica fondando la Lega Nazionale per la Democrazia. Nel 1990 il regime militare decise di convocare elezioni generali. Queste risultarono in una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia (Lnd) di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro; tuttavia i militari rigettarono il voto e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. Fu tenuta agli arresti domiciliari per alcuni anni e successivamente incarcerata nonostante le pressioni delle Nazioni Unite e dell’Unione europea. È stata liberata solo nel novembre del 2010. Dopo il colpo di stato da parte del regime militare, lo scorso 1° febbraio, Aung San Suu Kyi é stata arrestata.

di Gastone Gagno

(testi e fotografie)

Musicista appassionato di fotografia, una vita passata in giro per il mondo grazie al suo lavoro, negli ultimi anni ha iniziato a viaggiare zaino in spalla alla scoperta di alcuni paesi del sud-est asiatico con l’obbiettivo di esplorare e immergersi completamente nello stile di vita delle popolazioni locali, al di fuori degli itinerari turistici convenzionali.